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Cera una volta pt2

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Non tutte le cose brutte accadono di notte. Non tutte le cose cattive accadono durante un temporale, ma questa cosa, dall’aspetto vagamente stregonesco avvenne comunque al crepuscolo. A Nadja occorse tutto il giorno per farsi coraggio e –cosa fondamentale- rimanere sola in quella casa.  Sciolse le candele in un tegame munito di beccuccio, eliminò gli stoppini quando la cera divenne liquida e trasparente e stese una tovaglia sul tavolo della cucina. Non sapeva ancora come avrebbe fatto di preciso; l’idea iniziale era quella di coricarsi e colarsi il contenuto del tegame direttamente sul lato del viso deturpato. Avrebbe sicuramente fatto male, come quando gli acidi e le schegge di vetro le avevano devastato la guancia e la fronte, ma sapeva che il dolore questa volta si sarebbe placato dopo poco, col progressivo raffreddarsi della cera.  Oppure avrebbe potuto versare la cera in una vaschetta e immergere il viso, ma questa soluzione le sembrava meno adatta al suo scopo. ...

Cera, una volta...

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Ci sono candele e candele. Candele bianche e candele nere. Candele nelle chiese e nei cimiteri, sui tavoli, sui muri. La piccola fiamma sprigiona la loro natura, rapisce l’attenzione di chi assiste alla consumazione, ma nasconde il proposito per il quale è stata accesa. Questo pensava Nadja mentre fissava le tante fiammelle quasi immobili sull’altare di fronte al quale era inginocchiata. Sulla sua candela bruciava una fiamma giovane e colava la prima goccia di cera semitrasparente dallo stelo sottile. Allungò il braccio e mise il dito in modo che la goccia toccasse il polpastrello. Conosceva la sensazione, il calore subito e poi quella specie di seconda pelle che si sarebbe formata man mano sempre più nitida. Si alzò senza distogliere lo sguardo dall'altare, ipnotizzata. -Una specie di pelle- disse tra sè e la mano corse sulla guancia, nel lato del viso sfigurato. Una specie di pelle... Nadja si allontanò con un'idea ben chiara in mente e quattro ca...

Risveglio

Ebbene; sei qui. Forse per errore, certamente per sbaglio, ma sei qui. Provi a muoverti, ti guardi attorno, ma in modo goffo. Quella sostanza che hai bevuto poco fa ti impedisce di farlo correttamente: è perchè non vorrei che te ne andassi subito, senza aver capito . Oltre la porta che vedi c'è un corridoio -piuttosto buio- e alla fine di quello... bè non credo ti piacerebbe davvero rivederlo, ma là, c'è il mondo reale e tu, se sei qui, è di certo perchè cercavi di fuggire da esso... Vuoi gridare? Non mi da fastidio, ma ti chiederò cortesemente di smettere quando comincerò a leggere le mie storie. Dopotutto tu sei l'ospite ed io non devo sprecare questa occasione. Credimi voglio solo essere ascoltato.